IL FUTURO INCERTO DELLA RISTORAZIONE

9 Febbraio 2020

L’anno scorso ho lanciato un progetto che ho chiamato “Selezione Paolo Torboli”.

Avrai sicuramente notato che su alcune bottiglie è presente un bollino, lo avrai anche letto sulle tovagliette di carta.

E’ un marchio che ho applicato esclusivamente ad alcuni prodotti da me accuratamente selezionati. Il prodotto che riporta questo marchio rispecchia tutti i requisiti di bontà e qualità, dal processo produttivo fino al risultato finale.

Una sorta di garanzia che sancisce la mia seria attenzione per il cliente.

Se lo vogliamo tradurre in termini ancora più semplice indica quei prodotti che rispecchiano il mio gusto, il mio pensiero, quei prodotti che io stesso sceglierei se fossi al posto tuo.

Un progetto partito un po’ in sordina che ora inizierò seriamente a sviluppare: già dai prossimi giorni il nostro menù sarà arricchito di una pagina dove verrà spiegato il suo significato e ogni prodotto da me selezionato sarà messo in evidenza.

Lo stesso discorso vale per i vini, sul menù verranno messi in evidenza, in lavagna invece ci sarà uno spazio dedicato.

Ma perché ti racconto questo?

Qualche giorno fa stavo navigando in un sito dedicato alla ristorazione e mi sono imbattuto in un articolo che mi ha particolarmente colpito.

Parlava di come il mondo stia cambiando e in modo particolare quello della ristorazione.

Secondo alcune statistiche molti ristoranti entro il 2030 saranno destinati alla chiusura poiché sta crescendo in maniera esponenziale l’utilizzo del delivery.

Queste app stanno influenzando i comportamenti dei consumatori e si stanno diffondendo molto velocemente anche in Italia.

Sono sicuro che anche a te è capitato almeno di una volta di farti consegnare a casa la pizza oppure di aver ordinato tramite Just Eat o Deliveroo.

Queste aziende sono in continua crescita a testimonianza di come per noi ristoratori sia sempre più difficile fare impresa.

Ormai tutti noi abbiamo troppe comodità in casa, da Netflix a Facebook ecc.

Si comunica solo tramite i Social Network o WhatsApp e il vecchio appuntamento di ritrovo al bar a fine lavoro sta cadendo in disuso.

Sono anche cambiati i ritmi di lavoro e soprattutto è cambiata l’economia globale.

Un insieme di fattori che portano il ristoratore a dover fare delle scelte importanti.

Lo scenario descritto è decisamente critico ma c’è sempre una possibilità di salvezza.

E’ da diverso tempo che medito su questa cosa, osservo l’andamento del mercato e cerco di capire come superare i problemi sopra descritti.

Non è facile lottare contro un’economia globale che sta cambiando ma sicuramente, a mio parere, la strada più giusta da seguire è quella della differenziazione.

Differenziarsi dalla massa, proporre un prodotto che sia unico, essere professionali e accoglienti.

Sono convinto che la strada della qualità e della differenziazione sia l’unica da seguire in un mondo dove tutto ormai è omologato.

Se vogliamo sopravvivere dobbiamo essere diversi, dobbiamo essere formati, dobbiamo saper accogliere.

Avere una proposta unica, lavorare con prodotti e vini di nicchia, raccontare le storie di chi li produce, far scoprire e riscoprire ai propri clienti il piacere del gusto.

In poche parole, DOBBIAMO ESSERE UNICI.

Questa è l’unica strada da percorrere.

Solo in questo modo possiamo vincere in un mondo che sta cambiando, che modifica le nostre abitudini e che sempre di più ci richiude in casa per godere di quelle false comodità che spesso di fanno perdere il vero gusto della vita.

Nessun delivery ti potrà mai dare questo, la nostra passione per questo lavoro invece si.

Selezione Paolo Torboli per me è tutto questo e sarà uno dei fattori che renderanno sempre più unico il mio progetto.

I nostri clienti lo stanno capendo e ci stanno premiando per le scelte coraggiose che sto facendo.

Il 2030 non mi fa paura!

In alto i calici.

Paolo

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