“BARRRICATO” IN CASA – ventiduesima parte

24 Aprile 2020

Pronti, attenti… via!

 

Martedì, salvo complicazioni, inizia la nostra avventura nel mondo del delivery.

Ieri ho definito il nuovo menù, programmato il software e perfezionato ogni dettaglio.

 

Ho ricevuto molte telefonate in cui molti di voi mi avete espresso il desiderio di avere un po’ di Pettirosso a casa, portate ancora un attimo di pazienza ormai è questione di ore.

 

A breve dovremo anche essere messi a conoscenza delle date per la riapertura dei vari settori produttivi, per quanto riguarda il mondo della ristorazione è ancora tutto veramente in forse.

 

Sono curioso di conoscere tutte le restrizioni che ci imporranno, spero solo che non ci obblighino a mettere il plexiglass come divisorio sul tavolo, mi mette molta tristezza.

 

Vabbè, parliamo di cose belle, mi catapulto nel mio ruolo di oste maledetto.

 

Ieri bottiglia n. 46, ho rallentato un attimo il ritmo colpa delle giornate veramente piene.

 

Ho stappato un nebbiolo prodotto da uno dei miei produttori piemontesi preferiti, Roberto Voerzio.

 

Gli appassionati del mondo del vino sanno che sto parlando di uno dei migliori interpreti del mondo enologico langarolo.

 

Siamo a La Morra, uno dei paesi più importanti in langa. Proprio qui si trova questa piccola ma importante cantina nata nel 1986 con l’idea di intraprendere un progetto di altissima qualità e di grande cura con l’obiettivo di realizzare grandi vini che dovranno rispecchiare l’identità di un importante territorio.

 

Il Barolo è sicuramente il vino che ha fatto conoscere questo produttore ma una volta ricordo che sono rimasto affascinato dal suo meraviglioso Merlot.

 

La mia bottiglia n. 46 era un semplice ma buonissimo Langhe Nebbiolo che nonostante fosse datato 2014, annata difficile in Langa, l’ho trovato veramente interessante.

 

Sicuramente mancava l’intensità di un’annata classica, mancava un po’ di frutto e di concentrazione ma quando un produttore sa fare magistralmente il suo lavoro produce un grande vino anche nelle annate più difficili.

 

Parliamo di un’annata dove, se ricordo bene, alcuni produttori non hanno nemmeno raccolto l’uva, dove altri non hanno neppure prodotto il Barolo declassandolo in Nebbiolo.

 

Ho avuto il piacere di bere un vino che comunque identificava con grande classe un vitigno importante come il Nebbiolo, dal colore rosso rubino, dai profumi freschi, molto elegante in bocca e dalla piacevolissima beva. Un vino che rispecchia il 2014, pronto da bere.

 

Alla prossima bottiglia.

 

In alto i calici.

 

Paolo

 

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Langhe Nebbiolo Disanfrancesco 2014

Az. Agr. Roberto Voerzio

Località Cerreto, 7 – La Morra (CN)

 

 

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dell'Osteria del Pettirosso

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