“BARRICATO” IN CASA – ventitreesima parte

28 Aprile 2020

E mentre Conte aggiorna le date sul nostro rientro al lavoro c’è chi a casa fa onore alla propria cantina, forse per dimenticare! 🤣

Matteo, onorato membro del Club, mi ha inviato una nuova recensione dopo aver degustato un vino prodotto da una piccola cantina della Venosta, zona probabilmente non a tutti conosciuta dal punto di vista enologico, particolarmente vocata per la produzione di Riesling. 🔝

A te la parola Matteo, in alto i calici. 🥂

“Il Lockdown non è ancora concluso e ormai ci ho preso gusto a questa cosa di scendere in cantina e prendere una bottiglia da stappare.
Tanto che, dovendo rimpinguare qualche buco rimasto libero dalle bottiglie già bevute, facendo un ordine online, ho voluto acquistare un vino che non conoscevo, lo Gneis di Castel Juval, la cantina fondata poco meno di una trentina di anni fa dall’alpinista Reinhold Messner, nella bassa Val Venosta.

Vignaiolo indipendente, in etichetta riporta solo la dicitura Vino Rosso.
Annata non dichiarata, lotto 2018. Di pronta beva, da leggero affinamento in bottiglia, un anno non di più si consiglia. Si tratta di un uvaggio di cinque varietà, Zweigelt, St. Laurent, Garanoir, Gamaret e Pinot Nero, coltivati a 800mt di altezza.

In cantina le fermentazioni avvengono spontaneamente, e nel caso dello Gneis, in contenitori d’acciaio. Affinamento di 8 mesi in botti grandi di rovere e acacia.

Si stappa facilmente, grazie al tappo a vite.
Nel bicchiere il colore è scuro, intenso, ma allo stesso tempo lascia intravedere tutti i tipici riflessi del Pinot Nero. In bocca è fresco, poco intenso ma con buona persistenza.
Un vino beverino, da ampie sorsate e che si è accompagnato perfettamente ad un Hamburger gourmet fatto in caso.

Miglior descrizione non ci potrebbe essere, se non questa presa da un noto rivenditore online “Il Castel Juval Gneis scende nel calice con una veste rubina intensa di netta vivacità. Un liquido che non gioca a nascondersi, ma anzi si dichiara in tutta la sua fruttata esuberanza sin dalla prima olfazione.
Una cesta di frutti rossi e di bosco tra cui spiccano mora, fragola, amarene. Poi ancora le spezie, quali il pepe nero e il chiodo di garofano. Peso welter, dotato di grande agilità e fare dinamico, scorre succoso al sorso e accarezza il palato in virtù di una delicata frizione tannica.
Francamente irresistibile.
Una bottiglia? Meglio una cassa, grazie!”

Una cantina che non conoscevo, una piacevole sorpresa, che sicuramente sarà presente anche in futuro nel mio carrello e nella mia cantina.

🥂 In alto i calici ed alla prossima bottiglia. 🥂

Matteo

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