“BARRICATO” IN CASA – ventiquattresima parte

29 Aprile 2020

Giugno, ancora un mese di chiusura.

 

Mi auguro che nel frattempo i dati cambino e che decidano di anticipare, la situazione comincia a diventare impegnativa.

 

Un altro mese di stop significa mettere a rischio chiusura molte attività, molte promesse non sono state mantenute, la cassa integrazione è ancora bloccata, molti non hanno ancora ricevuto i tanto promessi 600 euro che, per pochi possano essere, in alcune famiglie potevano essere per alcuni una boccata d’ossigeno.

 

E’ tutto difficile.

 

Ho capito che dobbiamo imparare ad essere autonomi e cercare di uscirne con le proprie forze.

 

Ieri ho stappato la bottiglia n. 50, un vino marchigiano a base di Trebbiano e Verdicchio, il Terre Silvate di Corrado Dettori.

Se Conte non cambia le date di riapertura arriverò a stappare la bottiglia n. 80.

Aiuto!

 

Sabato abbiamo cucinato asparagi e, giustamente, ho stappato una bottiglia di Sauvignon.

 

Ero curioso di assaggiare dopo molti anni il San Valentin dei produttori di San Michela Appiano.

 

Ho un ricordo molto particolare di questo vino perché è delle prime etichette che ho assaggiato quando sono andato a lavorare al Zum Rose nel lontano 1998 (o mamma mia, 98!) dove avevo avuto modo di conoscere tutti gli enologi delle più importanti cantine locali.

 

Il San Valentin di allora era caratterizzato da profumi molto spinti, quasi esageratamente intensi. Una pipì di gatto molto forte, ortiche, peperoni, intensità di gusto, complessità.

 

Era uno stile tipico di allora mentre ora la tendenza è quella di produrre vini più eleganti e delicati.

 

Faccio un altro esempio per rendere l’idea con il Cabernet Franc un vino che fino a qualche bell’anno fa era caratterizzato da profumi che sapevano da peperone verde e intensamente erbacei. Anche in questo caso negli ultimi anni sono stati messi in commercio vini molto ingentiliti, questo a mio parere perché il nuovo mercato richiede vini più morbidi ed eleganti.

 

Ma torniamo al nostro Sauvignon San Valentin 2016.

 

L’ho trovato decisamente diverso, quel vino intenso e dai profumi incredibili è stato trasformato in nettare di incredibile eleganza.

 

Si presenta con un bellissimo colore giallo paglierino, riflessi brillanti e verdolini. Al naso è ricco, molto piacevole, per nulla aggressivo, con sentori di frutta gialla e erbe di campo.

Elegante al palato, morbido, fresco.

 

Una bellissima riscoperta che mi ha riportato alla mente tanti bellissimi ricordi ma soprattutto che mi ha fatto capire l’evoluzione che ha avuto il mondo del vino negli ultimi due decenni.

 

In alto i calici.

 

Paolo

 

 

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