BARBERA – parte prima

25 ottobre 2018

Tutti pronti domani alle 7 in punto, si parte per Alba!

Correva l’anno 1994 quanto ero militare d’istanza presso la caserma Lugramani di Brunico.

Ho avuto la gran fortuna di trascorrerlo al circolo ufficiali, si lavorava tanto ma almeno ero sempre al caldo e all’asciutto. Mi ricordo che il maresciallo allora responsabile mi cedette anche la gestione della contabilità della struttura, probabilmente aveva già visto in quell’alpino uno spirito imprenditoriale!

Chi non ricorda l’alluvione del 94 in Piemonte?

Andammo anche noi, un viaggio lunghissimo sulle camionette militari. Fu massacrante, non avevano nessun tipo di confort. Quando arrivammo nella zona di Asti si presentò un panorama che non dimenticherò mai, tutti i fiumi erano esondati e sulle case era rimasto il segno del livello raggiunto dall’acqua. Era veramente alto.

Anche in questo caso sono stato fortunato. Ho trascorso quel mese in collina, in un paese di nome Castino dove avevamo il punto trasmissioni. Eravamo all’asciutto e non abbiamo mai visto un badile al contrario degli altri alpini impegnati nel fondovalle colpito dall’alluvione.

Quando scendevamo in città riuscivo a vedere anche il lato positivo di questa terra. Al mattino presto le foglie colorate delle vigne ci regalavano un’immagine diversa del Piemonte alluvionato. Era novembre e in quel periodo il paesaggio nelle langhe è un infinito dipinto dai mille colori. Parlando poi con le persone del paese scoprivo le storie delle loro tradizioni, mi parlavano anche del vino prodotto su quelle colline.

Bracchetto, Nebbiolo, Dolcetto, Barbera. Tutti nomi a me allora sconosciuti.

Fu un’esperienza incredibile.

Fu la mia prima volta in Piemonte in quella che personalmente considero la terra più importante per quanto riguarda la produzione del vino Italiano. Terra ricca di tradizioni legate al nettare di Bacco e alla cucina, per niente ad Alba è nato Slow Food!

Feci amicizia con diverse famiglie del posto, ricordo che quando facevo la guardia di notte mi portavano il caffè alle quattro, si alzavano apposta. Anche per loro era nuova un’esperienza, avere gli alpini stanziati nella piazza del paese era un evento importante.

Riuscii a mantenere l’amicizia con alcuni di loro e spesso tornai a trovarli.

Ovviamente si tornava a casa con la macchina carica di vino, in modo particolare di Barbera.

La zona di Alba è conosciuta oltre che per il Nebbiolo anche per la Barbera, un vino meno elegante rispetto al primo ma di grande struttura e di buona longevità.

Le principali zone di produzione di questo vitigno sono tre: Alba, il Monferrato e Asti.

Alba generalmente è considerata la zona principale, posizionata nel cuore delle Langhe è la zona dove nascono alcuni dei più famosi vini Italiani. Famosa anche per il tartufo e la nocciola è classica meta degli appassionati della buona tavola.

La zona del Monferrato è la zona collinare più a est della regione inclusa tra Asti e il basso Piemonte fino all’appennino ligure. I vini prodotti oltre alla Barbera sono il Bracchetto, la Freisa e il Grignolino.

Asti la conosciamo tutti, resa famosa per il Moscato si posizione centralmente alle altre. Sono presenti importantissimi produttori sia per quanto riguarda i vini rossi, a base sempre di Barbera, sia per quanto riguarda i vini dolci come il Moscato d’Asti oppure il Bracchetto d’Acqui.

Tre zone, tre terroir diversi, una nuova degustazione.

Il 7 novembre metteremo a confronto queste tre zone di produzione come lo è stato per il Chianti di Panzano e per lo Champagne.

Non dimenticarti la data, sarà un’altra serata goduriosa durante la quale potrai assaggiare dei buonissimi vini abbinamento alla cucina di questa regione ricca di sapori e tradizioni.

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