[ANNUNCIATO IL PRIMO CONCORSO DEDICATO ALLO STRUDEL]

16 Marzo 2019

“E’ il dolce di montagna per eccellenza, con l’eterno dibattito che sia trentino, altoatesino o tirolese. E’ il dolce della nonna, quello che non manca mai nelle nostre case, soprattutto in occasioni speciali.”

 

Questo è l’inizio dell’articolo che è stato pubblicato l’altro giorno sul portale del quotidiano l’Adige dove si è parlato del primo concorso nazionale dello strudel che si terrà a Folgaria a fine aprile. Organizzato dal John caffè sarà capitanato niente di meno che da Biasetto che, per chi non lo conosce, è uno dei più affermati pasticceri che abbiamo ad oggi in Italia. Ma farà parte della giuria anche Iginio Massari un’icona del settore dolciario nazionale.

A quanto sembra è già un successo affermato, le richieste di partecipazione sono tantissime soprattutto da parte di tante mamme e nonne che hanno voglia di dimostrare quanto un dolce così “povero” possa essere considerato c non solo come prodotto casalingo ma anche da ristorante o pasticceria d’autore.

Leggendo l’articolo ho pensato subito al nostro strudel, in menù è denominato “strudel della zia”.

Si perché la “zia” c’è veramente in cucina, è la zia di Tatiana mia validissima collaboratrice che ormai tutti conoscete. Zia Fabia è colei che in osteria si occupa di produrre ogni giorno lo strudel seguendo le regole della vera ricetta casalinga, quella della tradizione più stretta.

Quando ne parlo con i clienti si apre un mondo, ognuno ha la propria ricetta segreta. Esistono infatti diversi tipi di pasta, quella “matta”, la sfoglia oppure la frolla. La mia mamma utilizza la prima ed è quella che a mio parere rappresenta il vero strudel tradizionale. Al Pettirosso è fatto con la sfoglia ma già da qualche tempo si parla di modificare la ricetta attuale sostituendola con la “matta” per farlo diventare tradizionale al 100%.

Il vero segreto comunque rimangono le mele che devono essere rigorosamente trentine, anche in questo caso c’è chi usa la Renetta e chi le Royal Gala. Le prime a mio parere sono le più adatte.

Il ripieno deve essere ricco, completato con marmellata di albicocche, buccia di limone, uvetta e biscotti secchi. Si arrotola il tutto, si pennella con il tuorlo d’uovo mescolato con latte e zucchero e si inforna.

A questo punto si comincia a gustare il profumino che aleggia in cucina, profumi che riportano all’infanzia quando mamma lo faceva in casa.

Al Pettirosso non c’è mamma ma abbiamo la nostra super zia quindi il risultato è simile, non voglio con questo sminuire il lavoro di zia Fabia ma la mamma… è sempre la mamma giusto?

Non hai mai provato il nostro strudel?

Vieni a trovarci, al Pettirosso puoi gustare i piatti della tradizione trentina e ritrovare i sapori di una volta.

Ti aspettiamo.

Paolo e lo staff del Pettirosso.

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